7 CONSIGLI PER SCRIVERE UN CV A PROVA DI ATS

2 Giu,21 | Lavoro, Post su richiesta

Uno dei motivi per cui un CV viene scartato subito è perché non piace agli ATS, cioè gli occhi digitali che, prima di quelli umani, analizzano e scremano le candidature. Purtroppo a volte anche il più bel cv potrebbe essere rigettato solo per una questione di keyword e caratteristiche tipiche delle piattaforme Applicant Tracking System, gli ATS appunto. In questo post trovi qualche suggerimento per scrivere un cv a prova di ATS.

Generalmente, un recruiter riceve un’enorme mole di curriculum in risposta ad un’inserzione o sotto forma di candidature spontanee. Tutti i profili devono essere analizzati, codificati e tracciati per essere poi debitamente inseriti in un database. Solo così, anche in un secondo tempo, si potranno cercare ed estrarre i cv più adatti per i progetti di selezione futuri.

Gli ATS sono piattaforme software di ultima generazione che consentono di snellire enormemente questi processi. Infatti, aiutano le aziende a gestire in maniera più rapida e oggettiva il tracciamento della candidatura in tutte le su fasi.
Perciò quali sono gli accorgimenti che bisognerebbe tenere presente quando scriviamo e proponiamo la nostra candidatura?

Questi sono i 7 punti principali a cui prestare attenzione:

1- Le keyword: il software esegue la scansione del testo basandosi sulle parole chiave inserite nel cv. Ottimizzare il cv e renderlo ATS friendly vuol dire includere in modo corretto le keyword nel curriculum;

2- Il carattere di scrittura: gli ATS leggono meglio i caratteri di scrittura lineari e squadrati rispetto a quelli con forme più arrotondate. Sono quindi da preferire i cosiddetti font San Serif come Arial, Calibri, Verdana, Helvetica e altri font semplici;

3- Gli elenchi puntati: spesso presenti nel cv, per evitare problemi è meglio scegliere gli elenchi puntati standard, quelli a punti tondi, rispetto ad altre forme come frecce, numeri, lettere o altri simboli diversi dal punto;

4- Tabelle, caselle di testo, colonne: tieni presente che la maggior parte degli ATS sono programmati per leggere da sinistra a destra. Non leggono in verticale come nel caso di colonne affiancate;

5- Grafici, loghi, immagini: non essendo testi scritti, potrebbero essere interpretati dagli ATS come errori. Lo stesso vale per la foto sul cv: meglio includerla solo quando è richiesta;

6- Intestazioni e piè di pagina: alcuni software non leggono il contenuto dell’intestazione e del piè di pagina, quindi è preferibile che tutto il testo sia all’interno del corpo del documento;

7- Formato del file: è molto importante salvare il cv come documento di testo: doc, docx, txt e non come immagine (quindi no jpeg). Anche il formato pdf potrebbe dare dei problemi. In ogni caso, niente paura perché il più delle volte l’inserzione indica il formato con cui inviare o allegare il cv.

Oltre a questi semplici suggerimenti sulla compilazione del cv, tieni presente che gli ATS più avanzati intercettano anche eventuali “connessioni” tra il cv e i principali social, in primis LinkedIn. Quindi attenzione che vi sia coerenza di esperienze e date tra CV e LinkedIn.

In conclusione: un Applicant Tracking System è un software, con le sue impostazioni e le rigidità. Quindi, cerca di stare al suo gioco e seguire le sue regole per evitare che il tuo cv venga ingiustamente rigettato.

E, se ritieni il tuo cv ottimizzato non corrisponda al tuo gusto personale e al tuo stile, puoi scrivere due versioni: una a prova di ATS, e l’altra con uno stile più personale da presentare eventualmente brevi manu al colloquio.

Spero che questo articolo ti sia utile per ottimizzare il tuo CV. Se vuoi farmi domande o per altra comunicazione in merito, la mia mail è: amanda@amandafranchi.com

Ciao, al prossimo post!

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