E SE PROVASSIMO A GESTIRE MEGLIO LA NOSTRA ENERGIA ANZICHÉ SOLO IL TEMPO?

15 Lug,20 | Post su richiesta

L’ho sperimentato in modo particolare durante quest’ultimo anno da freelance e coach professionista: è la gestione della nostra energia che conta non solo quella del tempo.

Non sto dicendo che un’oculata gestione del tempo non sia necessaria, anzi, ma altrettanto fondamentale è la cura dei nostri livelli di energia. Infatti, un quando ci sentiamo in forma ed energici, riusciamo a fare di più, in meno tempo, con meno sforzo e con più soddisfazione e sostenibilità personale.
Spesso puntiamo sullo sviluppo delle competenze hard e soft ma poche volte (quasi mai) ci preoccupiamo di alimentare e sostenere nel tempo il nostro livello di energia, che in genere diamo per scontata.

LA MIA ESPERIENZA

È stato un anno pazzesco e imprevedibile a dir poco, nel bene e nel male. Una cosa che non avevo prevista è quella di aver così tanto lavoro. L’ho vissuto come un privilegio, un dono e, per certi versi, una restituzione del karma.
Mi sono resa conto presto che per essere efficiente non bastava una pianificazione accurata e puntuale delle attività. C’era un’altra variabile altrettanto importante che modificava l’andamento delle mie giornate e i risultati attesi: la mia energia.
Ho capito che gestire la mia energia non è un lusso ma la condizione essenziale per fare bene e dare il meglio ai miei clienti.

E così mi sono chiesta: Se oltre ad applicare alcuni principi di Time Management cominciassi a pensare in termini di Energy Management? Non che la gestione del tempo non serva, ma forse la qualità e l’intensità del tempo dipende anche dal livello di vitalità e forza di cui disponiamo.

UN LIBRO INTERESSANTE

Per approfondire questo concetto ho letto il libro “The Power of Full Engagement che si potrebbe tradurre “Il potere del pieno coinvolgimento”. Gli autori Jim Loehr e Tony Schwartz sostengono, appunto, che è l’energia non il tempo la risorsa più preziosa che abbiamo.

Il tempo è uguale per tutti, 24h al giorno 365 giorni in un anno. E da lì non si scappa. È l’energia la variabile su cui possiamo agire per dare consistenza e valore al tempo.
Il libro è interessante e denso di esempi concreti e si può sintetizzare in quattro principi fondamentali:

1- per ottenere il Full Engagement, il pieno coinvolgimento, dobbiamo attingere alle quattro fonti di energia personale: quella fisica, quella emotiva, la mentale e la spirituale, che pur essendo diverse, sono allo stesso tempo interdipendenti e correlate.

2- l’energia diminuisce sia quando la utilizziamo troppo, sia quando ne facciamo un utilizzo insufficiente. Se la usiamo in modo eccessivo la esauriamo, e ci esauriamo. Se non la utilizziamo, ristagna, non si rinnova, e ci sentiamo “spenti”.

3- per aumentare la potenza e la qualità delle nostre energie, dobbiamo sfidare gradualmente e con costanza i nostri limiti abituali con passi alla nostra portata, cercando il nostro equilibrio tra il dispendio energetico e il rinnovo energetico.

4- è importante trovare le tecniche e i metodi che funzionano meglio per noi e coltivare una personale routine che migliori la gestione dell’energia.

SONO 4 I TIPI DI ENERGIA

L’ENERGIA FISICA

Questo è il tipo di energia personale a cui facciamo solitamente riferimento quando pensiamo ai nostri livelli di energia.
È l’energia legata al corpo fisico. Questa energia deriva dallo stato di salute del corpo che a sua volta è condizionata da 4 elementi: la nutrizione, il sonno, il movimento e il riposo cioè le pause per recuperare e riposare durante la giornata.


L’ENERGIA EMOTIVA

Le emozioni sono informazioni che il nostro corpo ci trasmette per spingerci verso l’azione e la presa di decisioni. Avere una buona base di consapevolezza emotiva ci permette di identificare le emozioni e utilizzare la loro energia per il nostro benessere e quello di chi ci sta intorno. Come per l’energia fisica, anche quella emotiva si può allenare ed acquisire nuove competenze emotive. Se desideri valutare il tuo attuale livello di intelligenza emotiva, guarda qui.


L’ENERGIA MENTALE

Il terzo tipo di energia è quella mentale. Quanto tempo riesci a restare focalizzato e concentrato con la tua mente su qualcosa? Se la tua energia mentale è debole, la tua attenzione diventa ondivaga, annebbiata e poco efficace. Una pratica molto efficace per addomesticare una mente capricciosa è la Mindfulness. Io l’ho provata e al pratico da anni – e devo dire che è stata una scoperta importante – che mi ha aiutata a spegnere l’inutile rimugino mentale e superare alcuni momenti critici.


L’ENERGIA SPIRITUALE

E poi c’è l’energia spirituale. Riguarda la capacità di agire secondo i tuoi valori ed è connessa al senso che diamo al nostro lavoro e alle scelte che compiamo tutti i giorni. Ha a che fare con l’area di Intelligenza Emotiva della Self Direction, che comprende le competenze emotive che aiutano a mettere in pratica la propria visione e i propri obiettivi per agire secondo uno scopo profondo e con coerenza.

Queste quattro tipologie di energia personale sono interdipendenti e collegate tra loro. Per esempio, quando il nostro vigore fisico è ai minimi, anche tutti gli altri livelli di vitalità sono più deboli: diventiamo emotivamente più instabili, la mente fatica a mantenere la concentrazione, non riusciamo a metterci in connessione con la nostra parte spirituale.
E così vale anche quando siamo a corto di una delle altre energie a nostra disposizione. L’equilibrio tra i quattro tipi di energia è il segreto per sentirci bene durante la giornata e nel lungo periodo.

A che livello è la tua energia generale? Senti che devi fare qualcosa per migliorare il tuo stato di benessere e se sì, cosa hai intenzione di fare?

Spero che questo articolo ti sia piaciuto e ti abbia dato qualche spunto di riflessione utile per il tuo lavoro e la tua vita.
Per informazioni e commenti puoi scrivermi alla mail amanda@amandafranchi.com

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